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" Colori, luci, suoni… anni settanta:
Canto De Andrè perché mi piace farlo, mi piace farlo da tanto tempo, prima che piacesse a tutti, quando eravamo in pochi. Lo canto da quel primo regalo di mio fratello Mario: “La buona novella”, quell’album che parlava dell’uomo, dei suoi sentimenti, della sua “umanità”, della “pietà che non cede al rancore” e dell’amore. Qualcuno dice che quando canto sembro proprio lui, Fabrizio De Andrè, ma a me questo non interessa, perché a me piace cantarlo e non imitarlo. C’è qualcosa che mi appartiene in quelle parole, in quella poesia. Ne parlavo spesso con Mario, mio fratello. Ascoltavamo “Non al denaro,non all’amore ne al cielo”. Parlavamo delle cose che non andavano, parlavamo di rivoluzione, parlavamo del potere e passeggiavamo di notte per le vie deserte di Pescara.
Colori, luci, suoni… anni novanta:
Nel frattempo sono diventato un medico e in piccoli locali suoniamo De Andrè con il gruppo di mio nipote, gli Arbor. Io canto e cantare davanti alle persone è bello. Comunico il mio entusiasmo e la passione che provo per quelle parole, per quella poesia e non penso ad altro che a questo. Non sono un cantante, non devo diventare famoso, ma posso fare quello che faccio da quando sono giovane, da quando ho ricevuto un regalo da mio fratello Mario, canto De Andrè. Ogni tanto stono e il mio chitarrista fà la faccia storta. Ogni tanto fila tutto liscio, e allora sì che mi sento bene. Non ho mai pensato di commemorare De Andrè con i miei concerti perché io lo canto da sempre, non da quando è morto. Ai concerti succedono cose strane: c’è chi canta, chi sta in silenzio ad ascoltare, chi ritrova il suo entusiasmo per alcune canzoni e tante, tante altre cose. Da un anno a questa parte durante i miei concerti succede una cosa strana: dedico “amico fragile” a mio fratello Mario, che non c’è più, perché un camion l’ha travolto e l’ha portato via. Chiudo gli occhi e mi sembra di poterlo vedere mentre passeggiavamo e parlavamo di libertà…poi arriva la musica e tutto sembra più sopportabile.
Grazie Mario! Antonello
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